AMBIENTI SENSIBILI DI STUDIO AZZURRO AL PALAZZO REALE DI MILANO
7 maggio 2016

A Palazzo Reale di Milano, dal 9 aprile al 4 settembre 2016, una grande mostra dal titolo Ambienti sensibili celebra i trentacinque anni di Studio Azzurro. Fondato da Fabio Cirifino, Paolo Rosa e Leonardo Sangiorgi ai quali si aggiunse, nel 1995, Stefano Roveda, Studio Azzurro è riconosciuto a livello nazionale e internazionale per la ricerca artistica nel campo delle nuove tecnologie orientata al dialogo tra lo spettatore e lo spazio circostante attraverso opere di videoarte, installazioni interattive, videoambienti e allestimenti multimediali per musei e spettacoli teatrali.

Il percorso espositivo, oltre a illustrare la loro storia con alcune tavole grafiche, offre l’opportunità di attraversare alcune produzioni che non si vedevano in Italia da molto tempo, come gli schermi-acquario de Il nuotatore (1984) ideato per Palazzo Fortuny di Venezia, gli ambienti sensibili Tavoli e Coro presentati rispettivamente alla Triennale di Milano e alla Mole Antonelliana di Torino nel 1995 o l’enciclopedico Med Mediterraneo, concepito nel 2002 per il Castel Sant’Elmo di Napoli, e anche di scoprire l’ultima creazione: il grandioso Miracolo a Milano, allestito nella celebre Sala delle Cariatidi totalmente immersa nel buio, dove immagini di uomini e donne raccontano la loro storia e poi fluttuano in aria per posarsi sull’ovale affrescato con le statue tutt’intorno, superbamente illuminate, ad osservare il miracolo.

Anche se non citata espressamente, c’è anche molto dello spirito di Volumina nella mostra, dato che l’installazione Coro alla Mole Antonelliana fu prodotta nel 1995 dalla Mediateca della Città di Torino e dal Museo Nazionale del Cinema a cura di Domenico De Gaetano per celebrare i 100 della nascita del cinema.

Coro è una delle opere intellettualmente più “violente” di Studio Azzurro. Su un enorme tappeto bianco parzialmente srotolato sono proiettati dei corpi immobili – uomini e donne in uno stato di dormiveglia – che si animano solo nel momento in cui i visitatori vi passano sopra calpestandoli. In un certo senso, l’opera d’arte esiste e prende vita solo attraverso il gesto estremo di schiacciare altre persone fino a quel momento assolutamente indifferenti a ciò che le circonda. Se il tappeto è come un mondo in tutti i suoi colori e varietà, anche il piacere artistico non può prescindere dalla lotta per la sopraffazione dell’altro.

Sicuramente quell’esperienza spinse De Gaetano interessarsi maggiormente alla produzione di progetti originali e innovativi realizzati in collaborazione con i giovani, tanto che nel catalogo della manifestazione Mutazioni elettroniche. Le immagini di Studio Azzurro, curato da Domenico De Gaetano per Lindau, erano raccolti brevi saggi di giovani critici o neo-laureati, tra cui Andrea Lissoni , Anna Maria Monteverdi, Fabio Francione, Antonio Trimani e Alessandro Amaducci.

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